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LA TRADIZIONE SI RINNOVA TRA IL PROFUMO DEI VICOLI


Rivisitare i piatti tipici e codificati del territorio, attraverso tecniche d’esecuzione corrette, atte a preservare le caratteristiche qualitative delle materie prime, scelte con cura e cucinate in modo sano, metabolico.
Essere slow nell’epoca del fast e dell’omologazione, essere al tempo stesso tipici e a-tipici per non voler essere in guide dove non più la vince il merito ma il denaro.
Esserci e non esserci, come propria filosofia, se vero è che niente sia più innovativo della tradizione e niente più banale delle mode.
“Che dura è un suono di stoviglie smosse” – scriveva il Mario Luzi di “Osteria”… Assaporare con calma, centellinare, gustare ancora il cibo e il tempo della vita.
La Trattoria Pizzeria geotermica Frecandò garantisce l’assoluta qualità dei prodotti e la loro provenienza, in mancanza del fresco i prodotti possono essere sostituiti con altri surgelati e/o surgelati all’origine e segnalati nella lista o portati a conoscenza verbalmente.
Distinta delle Cibarie, redatto a Macerata, Città della pace, del gusto e de’ li pistacoppi, data nel dì della salute del giorno 15 agosto dell’anno del Signore 2019.

Francesco Giuseppe Amoroso cuoco solista non santificato dalla massa dalla critica gastronomica ha qualcosa da dire a coloro che amano l’arrosto e non il fumo!
Macerata n’adè mica ʼna mujjca! Adè granne granne granne granne granne granne granne granne granne granne

Trattoria

La Trattoria di Frecandò rappresenta l’amore per la migliore tipicità, una tradizione eno-gastronomica tutta marchigiana ed in particolare maceratese, con ricette di gusto rilette in chiave metabolica, ovvero con un occhio attento alla salute e ad una esecuzione consapevole che miri a ridurre quanto più possibile il contenuto lipidico e glicemico dei piatti, o almeno a bilanciarlo, evitando tutto ciò che rende tossici i cibi e la loro inesatta combinazione e trasformazione.
Tutto ciò giammai a discapito del gusto.
Inoltre la trattoria può vantare la presenza di una bella libreria: i volumi in esposizione rappresentano una delle più complete e prestigiose raccolte di eno-gastronomia del Centro-Italia e sono messi gentilmente a disposizione per la consultazione nel locale dallo Chef F. G. Amoroso.
Buon cibo anche per la mente.

Pizzeria

La pizzeria di Frecandò vuole dare un prodotto gioioso e salutare, con lievito madre, con l’utilizzo di farine biologiche da noi attentamente selezionate e mescolate (con l’impiego di farina di soia, farina integrale e di riso…) e con un’alta idratazione (70%). Con olio extravergine d’oliva e con mozzarella di fior di latte.
Infine una bella novità per Macerata città, essendo di origine ascolana: la cacciannanze, una pizza o meglio una focaccia fatta con la stessa pasta del pane, ma di forma rotonda ed alta 2 – 3 cm. Il suo nome deriva dal termine “caccia innanzi” dato che veniva infornata prima del pane in modo da verificare se il forno era abbastanza caldo. Ottima farcita con affettati e servita calda; il tutto accompagnato per esempio anche da un buon bicchiere di vernaccia. Ognuno può avere la sua cacciannanze farcita secondo le nostre proposte o come preferisce.

Bottega

La nostra bottega rappresenta lo stile di vita che amiamo, sano e naturale, eco-sostenibile. All’insegna della tipicità, come le drogherie di un tempo che erano a misura d’uomo. In collaborazione con la Coldiretti, abbracciamo il progetto “Campagna Amica”, che si fa grande di tutti quei prodotti della nostra agricoltura, del biologico e della stagionalità a chilometro zero. Nulla manca a questa terra per risplendere qui e ben oltre i suoi confini: dall’olio al vino, dalla birra alla vernaccia, all’anice, dal miele alla marmellata, dal prosciutto al ciauscolo, dal pecorino al caffè al pane buono… L’elenco sarebbe lunghissimo. Ma la Bottega di Frecandò è molto di più: con tavoli dove si può gustare liberamente un panino d’autore dopo esserselo fatto preparare, una bibita, un contorno, ciò che si vuole senza vincoli. In totale tranquillità.
Il nostro motto: la semplicità come scelta è solo per i raffinati.


IL NOME FRECANDÒ
Perché Frecandò? Da una ricetta-poesia d’Ermete (Mario Buldorini) che qui proponiamo e che può diventare una filosofia di vita pratica. Un piatto della tradizione che si differenzia dalla caponata e dalla ratatouille e dal cosiddetto pastrocchio. Naturalmente la sfumatura scanzonata del nome si addice a noi Maceratesi.
Frecandò: di tutto un po’, ma fatto bene e allegramente.

Frecandò

L’àgghio domannato a le vinniricole jó ppiazza dell’erbe, non zapìa gnènde gnisciu’.
L’àgghio domannato a Peppe l’ortola’, non zapìa gnènde mango issu.
L’àgghio domannato a Joanni’ de lu conde*. Sapìa tutto! e m’ha ditto: FRECANDÒ significa mescolanza-pastume, è una parola difficile: Caos. Checcecapisci chécceca con quissi ommini che studia le parole.
Per me lu frecandò adè la festa dell’istate, lu focu d’artificiu de li colori e li sapori, l’invinzio’ de un essere condendu che cambò tand’anni fà e se chiamava ANDÒ.
Scine, scine, d’istate, dopo ch’hì magnato li peparoli, lu selliru e viùto ‘na goccetta de vi’ bbono non poli fanne a mmeno: mescolanza, cìa rajiò Joanni’.
Da “Le ricette d’Ermete” di M. Buldorini
* Giovanni Ginobili


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