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Marche memorie

Come sette sono le città che si contendono il vanto di aver dato i natali a Omero, così sette sono le città delle Marche che si disputano il primato del “brodetto”. Porto San Giorgio, Porto Recanati, Numana, San Benedetto, Ancona, Falconara e Senigallia.

Stabilire una graduatoria rimane un’impresa impossibile: ogni brodetto si differenzia in modo sensibile, a cominciare dal colore, ed è caratterizzato da qualche ingrediente segreto che si tramanda nelle famiglie come una gelosa eredità. La sua originale preparazione diviene inesorabilmente, da tempo immemorabile, oggetto di contesa tra queste città delle Marche.

Ed è l’unica “ostilità” in questa regione, dove quello che più colpisce è invece la concordia, sia nel carattere della gente cortese e tranquilla, sia nella stessa disposizione geografica armonizzata nel dorsale dell’Appennino, con la frangia regolare dei fiumi e il dolce declivio verso le pianure profumate dall’aroma delle piante e colorate di frutti.

La classe agricola è ancora fortemente attaccata a certe tradizioni che altrove stonerebbero e che nelle ridenti contrade dell’entroterra marchigiano appaiano come logica conseguenza di una vita senza traumi, né ribellioni insensate. E’ ancora la luna, nonostante la sua dissacrazione compiuta dalle ultime vittorie della scienza, a governare molte attività agricole. La gente di campagna presta un’attenzione quasi religiosa alle fasi lunari perché secondo un’antichissima credenza i lavori dei campi devono aver luogo quando la luna è calante. C’è un tempo per seminare, un tempo per piantare viti, mutare il vino, uccidere il porco, e questa norma, che richiama alla mente la saggezza biblica dell’Ecclesiaste, fa capo a un solo preciso riferimento nel corso dei giorni: i giorni della luna calante.

Questa digressione georgica non deve allontanarci dall’argomento base al quale ritorniamo subito, sedendoci a tavola dinanzi a un piatto di fumanti vincisgrassi. Se il brodetto divide le genti marchigiane, i vincisgrassi le riuniscono.

Molte le leggende sull’origine dei Vincisgrassi, una specialità maceratese.
Alcuni affermano che il nome di questo gustoso piatto (parente delle Lasagne) sia da attribuire al Principe Generale austriaco Alfred Von Windisch-Gratz, che nel 1799 durante le guerre napoleoniche era di stanza con le truppe ad Ancona.
Vari scrittori sono concordi nel sostenere che i Vincisgrassi furono sì piatto preferito dal generale austriaco ma che erano già stai inventati/realizzati. Ciò sarebbe provato dal fatto che nel manuale grastronomico del 1784 “Il cuoco maceratese” di Antonio Nebbia era riportata la ricetta di una salsa per “Princisgras” già in uso nel maceratese.
In realtà le origini di questo piatto si perdono nella notte dei tempi; la sua principale caratteristica è costituita dal ragù maceratese.

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